C8 – Spiazzi/Villaggio/Croce

Un percorso che va alla scoperta delle origini della devozione della Madonna della Corona. Vista sul Lago di Garda, sul Monte Baldo. Un punto di vista unico. Il percorso attraversa i territori di Spiazzi/Villaggio/Croce.
Da vedere
La chiesetta di San Giovanni Battista, il Villaggio con le caratteristiche abitazioni in legno, la contrada Croce nucleo originario di Spiazzi. Splendidi paesaggi sul Lago di Garda e il Baldo.
Altitudine max: 915 metri
Dislivello: 86 metri
Distanza: 1,7 km
Tempo: Piedi: 50 minuti
Il Percorso

C8-Spiazzi/

Villaggio/

Croce

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Un percorso che va alla scoperta delle origini della devozione della Madonna della Corona. Vista sul Lago di Garda, sul Monte Baldo. Un punto di vista unico. Il percorso attraversa i territori di Spiazzi/Villaggio/Croce.

 

Partenza da Piazzetta Don Luigi Vezzola, la prima tappa è la chiesetta dedicata a S. Giovanni Battista che venne eretta nel 1669 da Cosimo Gianfigliazzi, cavaliere Gerosolimitano e commendatore di S. Vitale e del S. Sepolcro; l’edificio prese il posto di una cappella in legno in cui era custodita la statua della Vergine Addolorata della Corona, dalla quale scomparve due volte per fermarsi nel ciglione ove attualmente sorge il Santuario; tali eventi sono ricordati da una lapide marmorea murata in facciata al di sopra del portale di ingresso.

Chiesetta di S. Giovanni Battista

Poi si scende sulla strada provinciale verso sud, si tiene la destra per imboccare la strada Graziani si scende ancora cinquanta metri e quindi sulla destra troviamo una stradina asfaltata, via Tre Vie, che ci indica il percorso per il Villaggio, seguendo le indicazioni raggiungiamo le caratteristiche casette di legno da cui il nome Villaggio.

Casette di legno

Il sentiero leggermente in salita, ci regala panorami sul Monte Baldo e la pianura Caprinese, proseguendo arriviamo alla contrada Croce che è considerata il nucleo storico più antico di Spiazzi.

Pianura Caprinese

Contrada Croce

Nel primo medioevo c’è chi ritiene la Croce fosse un Monastero. Stà di fatto che le relazioni dei visitatori del Baldo tra il 500 e il 600, quando giungono a toccare questi luoghi, parlano del Santuario mariano della Corona e citano soltanto l’abitato dei Crosatti famiglia storica della zona come ostello. Verso la fine dell’ottocento il centro del paese era la Croce chiamata anche la piccola Parigi, poiché dotata di osteria (al Lampione) un alloggio, affittacamere, una scuola elementare privata e anche una stazione delle guardie di Finanza la cui caserma era posta nella corte. Vi abitavano circa cento persone, alcune officine con una ventina di lavoratori di oggetti religiosi in osso, la materia prima erano gli stinchi di bue lavorati con l’aiuto della lima e del tornio, attività artigianale che rimase attiva fino ai primi decenni del novecento. La corte era originariamente chiusa con quattro porte di protezione, “Porta Viveri”, Porta Lupi o Viandanti, Porta Latrine e Porta Morti dove si usciva per raggiungere il Cimitero di Ferrara.

Porta Viveri

Dalla contrada Croce, scendendo dalla via principale si ritorna al punto di partenza.