C10 – Spiazzi/Croce/Santuario della Corona

Un percorso che va alla scoperta delle origini della devozione della Madonna della Corona. Vista sul Lago di Garda, sul Monte Baldo e sulla Valdadige. Un punto di vista unico. Il percorso attraversa i territori di Spiazzi/Croce/Santuario della Corona.
Da vedere
Il Santuario della Madonna della Corona, il Villaggio con le caratteristiche abitazioni in legno, la contrada Croce nucleo originario di Spiazzi.
Altitudine max: 924 metri
Dislivello: 125 metri
Distanza: 3,5 km
Tempo: Piedi: 1 ora e 30 minuti
Il Percorso

C10-Spiazzi/Croce/Santuario della Corona

 

 

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Un percorso che va alla scoperta delle origini della devozione della Madonna della Corona. Vista sul Lago di Garda, sul Monte Baldo e sulla Valdadige. Un punto di vista unico. Il percorso attraversa i territori di Spiazzi/Croce/Santuario della Corona.

 

Si parte dalla piazzetta Don Luigi Vezzola, attraversando il passaggio tra l’Albergo Corona e il ristorante di fianco, si raggiunge la Strada Graziani, scendendo a sinistra una decina di metri si trova a destra la stradina che passa in mezzo alle abitazioni e imbocca il sentiero che porta al Villaggio con le tipiche costruzioni di legno, giunti al bivio si tiene la destra dove il sentiero sale e porta alla contrada Croce, il nucleo storico più antico di Spiazzi.

Costruzioni di legno

 

Contrada Croce

Nel primo medioevo c’è chi ritiene la Croce fosse un Monastero. Sta di fatto che le relazioni dei visitatori del Baldo tra il ‘500 e il ‘600, quando giungono a toccare questi luoghi, parlano del Santuario mariano della Corona e citano soltanto l’abitato dei Crosatti famiglia storica della zona come ostello. Verso la fine dell’ottocento il centro del paese era la Croce chiamata anche la piccola Parigi, poiché dotata di osteria (al Lampione) un alloggio, affittacamere, una scuola elementare privata e anche una stazione delle guardie di Finanza la cui caserma era posta nella corte. Vi abitavano circa cento persone, alcune officine con una ventina di lavoratori di oggetti religiosi in osso, la materia prima erano i stinchi di bue lavorati con l’aiuto della lima e del tornio, attività artigianale che rimase attiva fino ai primi decenni del novecento. La corte era originariamente chiusa con quattro porte di protezione, “Porta Viveri”, Porta Lupi o Viandanti, Porta Latrine e Porta Morti dove si usciva per raggiungere il Cimitero di Ferrara.

Porta Viveri

Uscendo dalla Porta si prosegue sul sentiero con una staccionata, questa è un punto panoramico dove si può ammirare da sinistra verso destra i Monti Lessini, il Corno D’aquilio, Fosse, Erbezzo; al centro la valle Lagarina il Monte Cimo e l’abitato di Spiazzi, la pianura padana, il lago di Garda e il Monte Baldo.

Punto panoramico

Al termine del sentiero teniamo la destra e attraversiamo il piazzale Giovanni Paolo II dove una strada o in alternativa gli scalini ci portano al Santuario della Madonna della Corona:

Santuario della Madonna della Corona

Sospeso tra cielo e terra, dal Santuario di origine ‘500 si può avere una straordinaria vista sulla Valdadige. Ritornando sul sentiero, si tiene la sinistra per ritornare al punto di partenza nella piazzetta.